OPERAZIONE GALASSIA | Le relazioni allarmanti di Martiradonna con un uomo dell'Aisi e i verbali del pentito Gennaro finiti subito nelle mani degli indagati
OPERAZIONE GALASSIA| Diventò leader nel settore dei giochi online grazie alla protezione dei "signori" di Gioia Tauro. Contro Furfaro anche le dichiarazioni di due pentiti: «Mommino Piromalli mi disse: "Il Susan Bowling è cosa nostra"».
OPERAZIONE GALASSIA| Fondamentali per far luce sul giro di affari le dichiarazioni dei pentiti. Tra questi spicca il nome di Mario Gennaro, già coinvolto nell’inchiesta Gambling, che spiega nel dettaglio i meccanismi dietro il mercato dei giochi e delle scommesse illegali
OPERAZIONE GALASSIA | Rapporti illeciti appurati con il master regionale Calabria e l’agente. Per i pentiti non si può accedere al mercato delle scommesse senza accordi con la ‘ndrangheta
OPERAZIONE GALASSIA | Dai profili social emerge l’ostentazione di ricchezza e disponibilità di denaro. Nel mirino anche il Susan Bowling di Gioia Tauro infiltrato dalla cosca Piromalli
OPERAZIONE GALASSIA | Dalle intercettazioni emerge il viaggio fatto nel luogo simbolo dei riti di ‘ndrangheta su un camion, passando dalle carceri e dalla casa del boss. A bordo solo appartenenti alle cosche
OPERAZIONE GALASSIA (Video e Nomi) | Dalle indagini emerge la struttura dei “De Stefano-Tegano” che ha progettato la scalata al settore dei giochi on line. Utilizzati metodi mafiosi per recuperare i debiti dei clienti. Ecco il modus operandi
Sono 68 i mafiosi arrestati e un miliardo di euro di beni sequestrati tra Puglia, Calabria e Sicilia. Sono tutti accusati a vario titolo di trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio e autoriclaggio, illecita raccolta di scommesse on line e evasione fiscale
OPERAZIONE GALASSIA| Coinvolti i cosiddetti “Teganini”, i rampolli della famiglia originaria del quartiere Archi di Reggio Calabria. L'operazione coordinata anche le Procure di Bari e di Catania. Emerso un giro d’affari di 4,5 miliardi
VIDEO-NOMI| Maxi operazione della Dna, coinvolte le Procure di Reggio Calabria, Bari e Catania. Un giro d’affari da 4,5 miliardi con ingenti guadagni che venivano poi reinvestiti in patrimoni immobiliari e posizioni finanziarie all'estero
Il mantenimento di detenuti e latitanti e il ruolo svolto dall’imprenditore considerato la “banca” al quale gli esponenti di spicco del clan affidavano i proventi di natura illecita
Giuseppe Nucera, soprannominato zio Pino, nel 2001 è stato condannato perché ritenuto organico alla cosca facente capo a Giuseppe Caridi. Nel 2014 una nuova condanna per associazione mafiosa
Il dominio dei “cassamortari” era noto da tempo. Le potenti imprese funebri avevano la forza dell’intimidazione ma anche quella dei buoni uffici in politica, nella burocrazia e negli uffici dello Stato. Il business si era arricchito con il nolo delle ambulanze. Un paradosso: l’Asp noleggiava i mezzi perché i propri erano usurati e loro fornivano il servizio con mezzi fatiscenti
Il personale dell’ospedale incaricato dalla ditta di pompe funebri di avvisare quando un paziente stava per morire. Il pentito: «Venivano corrisposte somme di denaro allorquando gli facevano prendere il morto…»
Dichiarazioni scottanti quelle del collaboratore di giustizia Giuseppe Giampà che riferisce dei rapporti tra le cosche di Lamezia e l’ex parlamentare che chiese e ottenne dai clan appoggio elettorale alle Regionali
NOMI-INTERCETTAZIONI| Le ditte Putrino e Rocca con i “buoni uffici” dell'ex parlamentare e dell'ex consigliere comunale di Lamezia Terme e con la complicità dei dirigenti dell’azienda sanitaria avrebbero ottenuto l'affidamento del servizio di fornitura delle autoambulanze destinate agli operatori del 118
Legati alla cosca Iannazzo-Cannizzaro-Da Ponte di Lamezia Terme le due ditte Putrino e Rocca che avrebbero esercitato un controllo pervasivo sull’ospedale cittadino
NOMI| Coinvolte persone appartenenti ad una cosca e pubblici amministratori. Eseguito anche un sequestro di beni per un valore di 10 milioni di euro. L'operazione, denominata Quinta bolgia condotta dalla Guardia di finanza e coordinata dalla Procura
VIDEO| Legato per vincoli di parentela alla cosca dei Nirta, era ricercato da oltre un anno per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e altri reati dopo l'operazione Ignoto 23
La deposizione di Pasquale Di Filippo sui rapporti con la politica: «In Sicilia un partito non sale se non votato dalla mafia». Giallo sul collaboratore Pulito: è irreperibile
NOMI-FOTO-VIDEO | Il sodalizio criminale era in grado di condizionare l’intera comunità e anche attività produttive in Lombardia. Sono ritenuti responsabili di associazione mafiosa e intestazione fittizia di beni