L’uomo, ormai 91enne, è morto a Parma. Era stato condannato all’ergastolo per l’omicidio del brigadiere Antonio Marino avvenuto a Bovalino nel settembre del 1990
NOMI-VIDEO | Sigilli ad imprese commerciali, beni mobili e immobili riconducibili ai due professionisti operanti nel settore della fabbricazione e distribuzione di conglomerati bituminosi e del calcestruzzo. A condurre l'operazione la Guardia di finanza di Reggio Calabria
'NDRANGHETA STRAGISTA| Malvagna narra l'avvento di Forza Italia secondo Cosa nostra. Le riunioni ad Enna per programmare le stragi: «Si fa la guerra per fare la pace». E il fallito aggiustamento del maxi processo che cambiò tutto
Francesco Amato, il rosarnese condannato a 19 anni di carcere nel processo Aemilia, era asserragliato da questa mattina in un ufficio postale dove teneva in ostaggio quattro persone
Si è spento nel carcere di Parma, dove era rinchiuso per scontare la pena dell'ergastolo. Ritenuto a capo dell'omonima cosca di 'ndrangheta, è considerato l'esecutore materiale dell'omicidio del brigadiere Antonino Marino, avvenuto mel 1990
Pietro Raso è accusato di associazione mafiosa, droga e armi nell’ambito dell’operazione coordinata dalla Dda di Reggio contro i clan Cacciola e Grasso
Si tratta del maxi processo dalla Dda Reggio Calabria contro la cosca Gallico di Palmi e Bruzzise di Seminara. La Cassazione aveva già confermato cinque ergastoli e inflitto oltre 300 di carcere
Si tratta di un’ordinanza di ripristino della custodia cautelare in carcere nei confronti degli imputati appartenenti alla locale Seregno-Giussano ai quali è stato confermato l’ergastolo
Il procuratore di Catanzaro ospite di Lilli Gruber su La7 ha spiegato che nella Ue manca la consapevolezza del vero potere della mafia calabrese: «Vendono cocaina anche ai sudamericani e poi comprano tutto quello che c'è a disposizione». Il giudice ha spiegato perché il regime carcerario del 41 bis è necessario e ha parlato anche del nuovo governo gialloverde: «Salvini si impegna più contro l’immigrazione che contro la criminalità organizzata».
Lo rivela il collaboratore Emanuele Di Filippo al processo 'Ndrangheta stragista: «Bagarella aveva le informazioni». Ed ancora: «Mi occupai dell'acquisto dell'acido per sciogliere i cadaveri». E sui rapporti con i calabresi: «Regalarono una volpe imbalsamata a mia sorella»
Il provvedimento ha riguardato immobili e disponibilità finanziarie riconducibili a Domenico Chilà, al defunto Giovanni Alampi e familiari, condannati con sentenza definitiva
Destinatario del provvedimento Rocco Demasi ritenuto vicino alla cosca Guardini. Sigilli a fabbricati, terreni e mezzi. L'operazione condotta dalla Guardia di finanza e coordinata dalla Dda
La famiglia gestiva lo spaccio di droga servendosi di una fitta rete di pusher. Eseguite misure cautelari a Milano, Como e Reggio Calabria. Rocco Barbaro, arrestato a Platì nel 2017, è considerato il presunto boss del narcotraffico tra Italia e Sudamerica
VIDEO| Filippo Morgante, ritenuto elemento di spicco della cosca, è stato arrestato a Roma. Deve scontare 18 anni di reclusione per reati di associazione di tipo mafioso, minacce, detenzione di armi clandestine e traffico di droga. Il commento del ministro Salvini: «I boss devono marcire in carcere»
Il gup ritiene colpevoli gli imputati e, in alcuni casi, dispone pene più pesanti rispetto alle richieste della Dda. Vent'anni ciascuno per Pasquale e Vincenzo Bertuca, così come per il boss Mico Condello 'U pacciu'
Accusato di associazione mafiosa, era irreperibile dallo scorso 24 settembre quando scattò l’operazione contro la cosca Alvaro Sinopoli. Tra gli arrestati anche il sindaco di Delianuova
Libertà di scelta e possibilità di acquistare il pescato ovunque, senza mai subire intimidazioni. Questo hanno dichiarato i testimoni della difesa durante l'ultima udienza del processo Frontiera, che si è svolta presso il tribunale di Paola
Lo ha predisposto il prefetto Michele di Bari su delega del ministro dell’Interno, al fine di per verificare l’eventuale sussistenza di forme di infiltrazione o di condizionamento di tipo mafioso
Il provvedimento - eseguito dai carabinieri del Comando provinciale di Reggio - ha riguardato Carmelo Giuseppe Cartisano, nipote dello storico boss Domenico Consolato Chirico, assassinato nel 2010