Pena di tre anni per il proprietario del mezzo: secondo l’accusa l’incidente è stato causato da alcol e velocità. Le due giovanissime vittime, rimaste incastrate nel mezzo, hanno perso la vita avvolte dalle fiamme del rogo causato dall’impatto
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Si è tenuta ieri, davanti al gup del Tribunale di Lamezia Terme, Francesco De Nino, l’udienza preliminare per il drammatico incidente stradale che il 24 dicembre 2024 è costato la vita alle giovanissime Maria Sonetto e Anna Pileggi.
Il giudice ha emesso una prima sentenza di condanna e disposto un rinvio a giudizio, accogliendo l’impianto accusatorio sostenuto dal pubblico ministero Emanuela Costa e dai legali delle parti civili. Imputati con l’accusa di omicidio stradale plurimo aggravato sono Gregorio Sgrò, 21 anni, residente in Svizzera, e Raffaele Mattia Chimirri, 25 anni, anche lui residente in Svizzera. I due imputati erano assenti al momento della pronuncia del giudice che ha condannato Chimirri, che ha scelto il rito abbreviato, a 3 anni di reclusione e ha rinviato a giudizio Sgrò.
La ricostruzione dell’incidente: un mix fatale di alcol e velocità
I fatti risalgono alla vigilia di Natale del 2024, nel territorio di San Pietro a Maida. Secondo quanto ricostruito dall’accusa, Gregorio Sgrò si trovava alla guida di una Mercedes con targa svizzera, di proprietà dell’amico Raffaele Mattia Chimirri.
L’auto procedeva su via Mattia Preti a San Pietro a Maida a una velocità, secondo le ricostruzioni dei carabinieri, di almeno 50 chilometri orari superiore a quella consentita. Sgrò, che avrebbe guidato con un tasso alcolemico di 1,67 g/l e senza patente (poiché revocata dalle autorità svizzere), avrebbe perso il controllo del mezzo in corrispondenza di una curva destrorsa a visuale impedita. Il veicolo, dopo aver percorso un tratto di strada sterrata, ha impattato contro un albero e si è ribaltato.
Il tragico epilogo è stato causato da un incendio divampato a seguito della rottura dei condotti di alimentazione della benzina. Le due giovani passeggere, Anna Pileggi (18 anni al momento della morte) e Maria Sonetto (deceduta a 17 anni), sono rimaste incastrate nell’abitacolo e sono decedute a causa delle fiamme prima dell’arrivo dei soccorsi. Un terzo passeggero, Claudio Junior Sonetto, è riuscito a sopravvivere riportando lesioni lievi.
Le responsabilità e la cooperazione colposa
Il pubblico ministero ha contestato a entrambi gli imputati il reato di omicidio stradale in cooperazione colposa. La posizione di Chimirri è stata ritenuta centrale dallìaccusa: pur essendo il proprietario del veicolo, avrebbe consentito a Sgrò di porsi alla guida nonostante fosse consapevole che l’amico avesse bevuto molto nel corso della serata, fosse privo di patente e avesse una condotta di guida spericolata.
Le decisioni del gup
Al termine dell’udienza Raffaele Mattia Chimirri, che ha scelto il rito abbreviato, è stato condannato a 3 anni di reclusione, oltre alla revoca della patente di guida e al risarcimento dei danni da liquidarsi in sede civile. La Procura aveva chiesto una pena più severa di 6 anni. Il gup ha confermato la sussistenza della cooperazione colposa nel delitto. Gregorio Sgrò ha invece scelto il rito ordinario ed è stato rinviato a giudizio per affrontare il dibattimento. Per lui il processo avrà inizio il prossimo 23 novembre davanti al Tribunale di Lamezia Terme.
Le famiglie delle vittime si sono costituite parti civili. I genitori e i parenti di Maria Sonetto e Anna Pileggi sono assistiti dagli avvocati Antonio Procopio, Vito Grasso, Nicola e Antonietta Veneziano. Il giovane sopravvissuto, Claudio Junior Sonetto, è invece difeso dall’avvocato Natalino Pileggi. Sgrò è difeso dagli avvocati Vanessa Raso e Antonio Larussa, mentre Chimirri dall’avvocato Salvatore Cerra.


