Il dramma lo scorso anno. Nella notte tra il 26 e il 27 luglio la bimba accusò un malore che non le diede scampo. L’autopsia rivelò che il decesso era stato causato da un arresto cardiaco. La famiglia chiede di individuare i responsabili
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«Non una tragica fatalità ma una drammatica successione di errori umani». Così vengono ricostruiti gli ultimi minuti di vita della piccola Carlotta La Croce nella memoria illustrativa depositata in Procura a Catanzaro agli atti dell’indagine volta ad accertare le cause della morte della bambina avvenuta lo scorso anno all’ospedale di Catanzaro.
La bimba di 12 anni era rientrata in estate ad Amaroni dalla Svizzera insieme ai genitori. Nella notte tra il 26 e il 27 luglio è stata colta da malore, trasportata in pronto soccorso a Catanzaro è spirata subito dopo. L’autopsia, disposta dalla Procura di Catanzaro, ha rivelato come le cause del decesso fossero da ricondurre ad un arresto cardiaco causato da una dissecazione aortica.
Ad un anno dalla morte, Arturo Bova, legale della famiglia, rende noto di aver svolto indagini difensive confluite in una memoria depositata in Procura, le quali documenterebbero «omissioni e ritardi logistico-sanitari». Le indagini difensive si sono avvalse del contributo del prof. Francesco Perticone, già professore ordinario di medicina interna all’Università Magna Graecia di Catanzaro e specialista in malattie cardiovascolari e del dottor Giuseppe Truglia, criminologo investigativo forense.
«I consulenti hanno proceduto a una rigorosa e dettagliata analisi scientifica rispettivamente sotto il profilo clinico-cardiologico e sotto quello criminalistico-sistemico, esaminando la documentazione clinica e i flussi di comunicazione intercorse tra l’arrivo della piccola Carlotta nel pronto soccorso dell’ospedale di Soverato e al successivo trasporto nell’ospedale di Catanzaro».
Secondo quanto riferito, grazie al lavoro scientifico e coordinato dei due esperti, «è stato possibile ricostruire fedelmente e minuto per minuto tutto quanto accaduto in quella tragica notte. Gli accertamenti tecnici compiuti hanno permesso di stabilire che la morte della piccola Carlotta non è stata l'esito di una tragica ed inevitabile fatalità biologica, bensì l'effetto diretto e lineare di una drammatica successione di errori umani, omissioni e ritardi logistico-sanitari.
Nel pieno rispetto del segreto investigativo e del lavoro degli inquirenti, la difesa ha scelto di non divulgare alla stampa i dettagli specifici delle condotte isolate nelle relazioni. Tuttavia, il materiale depositato fornisce alla Procura della Repubblica un quadro probatorio chiaro e inequivocabile, ritenuto più che sufficiente per superare l'attuale fase di stasi e per individuare tempestivamente le precise responsabilità penali».
L’avvocato della famiglia La Croce commenta: «Con questo atto i genitori di Carlotta offrono un contributo concreto e di altissimo rigore professionale al lavoro della magistratura. Il tempo della 'fatalità' è finito: la scienza medica e l'analisi forense ci dicono che Carlotta poteva e doveva essere salvata. La famiglia La Croce riafferma la propria determinazione e la totale fiducia nell'operato della magistratura, affinché la verità storica coincida pienamente con quella giudiziaria e venga fatta giustizia su un caso di mala sanità che ha cagionato la morte di una bambina di soli dodici anni».





