Doppia Curva non finisce mai, così come i nuovi sviluppi nell'inchiesta sul mondo del tifo organizzato milanese. Dopo la collaborazione con la magistratura di Andrea Beretta, anche l'ex vice capo della curva Nord dell'Inter, Marco Ferdico, un passato da calciatore nel Soriano e contatti con i clan del Vibonese (per i quali è indagato in un’inchiesta sul narcotraffico) ha deciso di collaborare con gli inquirenti, fornendo una serie di dichiarazioni confluite nel processo per l'omicidio di Vittorio Boiocchi, storico leader della tifoseria nerazzurra assassinato il 29 ottobre 2022 a Milano.

Il clan Trimboli nella curva del Milan

Dai primi verbali, depositati con numerosi omissis e anticipati in parte dal Corriere della Sera, emergono nuovi elementi che riguardano i presunti rapporti tra le curve di Inter e Milan e alcune cosche della 'ndrangheta. Secondo quanto riferito da Ferdico ai pubblici ministeri della Direzione distrettuale antimafia di Milano e della Procura nazionale antimafia, non solo la cosca Bellocco avrebbe avuto un ruolo nella gestione della curva interista, ma anche il gruppo ultras del Milan avrebbe fatto riferimento alla cosca calabrese Trimboli.

Nel corso dell'interrogatorio del 30 maggio, Ferdico ha raccontato un episodio relativo alla semifinale di Champions League tra Inter e Milan del 2023. Secondo la sua ricostruzione, lui, Antonio Bellocco e Norrito avrebbero incontrato il leader della curva rossonera Luca Lucci per concordare un'intesa economica.

L’incasso della semifinale di Champions League

L'accordo prevedeva che la squadra che avesse raggiunto la finale avrebbe riconosciuto all'altra curva il 30% degli incassi derivanti dalla vendita del materiale destinato ai tifosi. Tuttavia, Lucci non avrebbe dato subito il proprio assenso. Stando al racconto del collaboratore, avrebbe prima consultato un'altra persona attraverso Cataldo. Solo dopo quella consultazione sarebbe arrivato il via libera.

Ferdico riferisce che Bellocco gli spiegò successivamente come quella persona fosse Rosario "Sarino" Trimboli, elemento che, secondo il collaboratore, avrebbe dato il proprio consenso all'accordo economico tra le due tifoserie organizzate. Sempre secondo il verbale, alla finale sarebbero poi stati destinati circa 130mila euro in contanti e altri 20mila euro in gadget destinati alla vendita. Il racconto di Ferdico va ovviamente sottoposto a riscontri e approfondimenti: è soltanto la sua verità.

I rapporti tra ultrà e calciatori dell’Inter

Nelle dichiarazioni trovano spazio anche alcuni riferimenti ai rapporti tra gli ultras e alcuni calciatori dell'Inter. Ferdico racconta di aver contattato il manager di Federico Dimarco, chiedendo un riconoscimento per la curva dopo la conquista dello scudetto della seconda stella.

Secondo il collaboratore, il procuratore del difensore avrebbe risposto che il giocatore era disposto a regalare tre anelli con diamante destinati a Beretta, Bellocco e allo stesso Ferdico. Nello stesso passaggio viene riportato anche un episodio curioso legato ai cori della tifoseria: il manager avrebbe riferito che Dimarco desiderava un nuovo coro, ritenendo che quello dedicato a Hakan Calhanoglu fosse migliore del proprio. Ferdico aggiunge inoltre di aver mantenuto ottimi rapporti con il centrocampista turco, raccontando di essere stato suo ospite in Germania per assistere a una partita tra Olanda e Turchia.

Le trattative per lo sconto sulla birra

I verbali contengono anche il racconto di alcuni rapporti tra esponenti delle due curve al di fuori dello stadio. In occasione della presentazione di un disco dei Club Dogo, Ferdico riferisce di aver avuto un confronto con Francesco Lucci, fratello del leader della curva milanista. La conversazione sarebbe degenerata in una sorta di sfida verbale sulla capacità intimidatoria dei rispettivi gruppi, con riferimenti ai fatti di sangue che hanno coinvolto il mondo ultras. Successivamente, racconta Ferdico, Luca Lucci avrebbe preso le distanze da quel tipo di discorso, affermando che «le persone serie non parlano in questo modo di queste cose».

Tra gli episodi descritti compare anche una vicenda legata alla vendita della birra all'interno dello stadio di San Siro. Secondo il collaboratore, dopo un aumento dei prezzi, Luca Lucci avrebbe promosso il boicottaggio dei punti ristoro. Andrea Beretta, conoscendo il gestore dei bar, si sarebbe fatto promotore di una trattativa che avrebbe portato a una riduzione del prezzo delle consumazioni per gli ultras.

Sempre secondo la ricostruzione di Ferdico, il gestore avrebbe riconosciuto anche denaro e buoni birra alle due tifoserie organizzate per evitare il boicottaggio delle attività commerciali presenti nello stadio.