È stato raggiunto da un decreto di fermo d’indiziato di delitto l’uomo sospettato dell’omicidio di Luca Carbone, il 47enne ucciso questa mattina a colpi d’arma da fuoco nel quartiere Via Popilia a Cosenza. Il provvedimento è stato eseguito dai carabinieri del Comando provinciale, che hanno condotto in caserma il presunto responsabile, Franco De Grandis, insieme alla moglie, quest’ultima per ulteriori accertamenti investigativi. Nel corso delle attività è stato sequestrato anche un fucile, ora al vaglio degli inquirenti per verificarne l’eventuale compatibilità con i colpi che hanno ucciso la vittima.

Il fermo arriva al termine di una giornata di intense attività investigative concentrate nella palazzina in cui viveva Carbone, teatro delle perquisizioni disposte dall’autorità giudiziaria. Intorno alle ore 13, infatti, il pubblico ministero Veronica Rizzaro ha firmato il decreto di perquisizione degli appartamenti dello stabile, dopo che gli investigatori avevano ristretto il cerchio su un sospettato. In questa fase è stata esclusa la pista della criminalità organizzata, mentre ha preso corpo l’ipotesi di un delitto maturato in un contesto di conflittualità privata, verosimilmente legata a problemi di vicinato o di condominio. Le operazioni sono state condotte dai carabinieri con il supporto dei vigili del fuoco, impegnati negli accessi e nelle verifiche tecniche all’interno dell’edificio.

La svolta investigativa è maturata nel primo pomeriggio, quando, intorno alle 15.20, Franco De Grandis è stato accompagnato in caserma dopo essere stato prelevato all’ultimo piano dello stabile in cui abitava. Nei minuti successivi, alla luce degli elementi raccolti, la Procura ha quindi emesso il decreto di fermo nei suoi confronti.

L’omicidio è stato scoperto in mattinata, quando il corpo senza vita di Luca Carbone, nato nel 1978, è stato rinvenuto all’interno della sua autovettura in Largo della Consulta femminile, a poca distanza da piazza Grimaldi, nel cuore del rione popolare di Via Popilia, area oggetto di interventi di riqualificazione urbana con la costruzione del Palazzetto dello Squash. Il decesso sarebbe avvenuto intorno alle 9.50, con i primi soccorsi giunti sul posto poco dopo le 10. L’auto presentava due fori di proiettile, uno sul parabrezza e uno sullo sportello sinistro lato posteriore, elementi che hanno immediatamente fatto ritenere l’episodio un omicidio.

La vittima viveva al terzo piano dello stabile davanti al quale è stato colpito. Dalle prime verifiche è emerso che Luca Carbone aveva vecchi e modesti precedenti, e che in passato aveva lavorato come pizzaiolo, anche se al momento non risultava occupato.

Sul luogo del delitto sono intervenuti i carabinieri del Comando provinciale di Cosenza per i rilievi tecnico-scientifici, insieme ai militari del Nucleo Investigativo. Le indagini sono coordinate dal procuratore Vincenzo Capomolla, con il pm Veronica Rizzaro presente nelle fasi iniziali delle operazioni.

L’inchiesta è ora entrata nella fase più delicata, con il fermo del sospettato, il sequestro dell’arma e gli ulteriori accertamenti per definire con precisione dinamica, movente e responsabilità dell’omicidio. L’indagato è difeso dall’avvocato Amabile Cuscino.

Le immagini del rinvenimento del cadavere di un uomo di 47 anni in Piazza Grimaldi nel popoloso quartiere di Via Popilia a Cosenza